Muffin integrali di mele e yogurt

Se siete alla ricerca di una merenda super saporita ma con pochi zuccheri e che non renda vani tutti gli sforzi che state facendo per smaltire pandori e panettoni, i muffin integrali di mele e yogurt fanno al caso vostro. Sinceramente non pensavo che un dolce con così pochi zuccheri potesse essere così gustoso, ma mi sono dovuta ricredere. Persino Gu li ha trovati buonisismi, per cui sono l’ideale per far fare ai bambini una merenda sana e leggera. Se proprio volete essere super healthy (perchè usare termini inglesi fa figo) potete sostituire lo yogurt bianco con yogurt vegetale, e le uova con una banana ben schiacciata. Infine, al posto delle mele potete utilizzare anche pere o la frutta che preferite. Insomma questi muffin sono super versatili, e vi garantisco che piaceranno proprio a tutti.

Muffin integrali di mele e yogurt
Ingredienti per 7 pezzi:
  • 125 gr di yogurt bianco senza zuccheri aggiunti
  • 80 gr di farina integrale di farro
  • 45 gr di ricotta
  • 40 gr di amido di mais
  • 40 gr di zucchero di canna + un po’
  • 8 gr di lievito in polvere per dolci
  • 2 uova
  • 1 mela
  • scorza di limone grattugiata
  • un pizzico di sale
Preparazione

Mettete in una ciotola le uova con lo zucchero di canna, il sale ed un pizzico di scorza di limone grattugiata, quindi mescolate bene con una frusta. Unite poi lo yogurt e la ricotta, amalgamate bene. Infine aggiungete la farina, l’amido ed il lievito. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Pulite la mele e tagliatela a tocchetti.

Versate il composto nei pirottini di carta usa e getta, quindi disponete sopra ad ognuno un po’ di pezzetti di mela. Spolverizzate con poco zucchero di canna, poi cucinate in forno statico preriscaldato a 180 gradi per 25-30 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e servite.

Buoni muffin integrali con mele e yogurt!

Muffin integrali di mele e yogurt

Risotto alle bietole

Sono felicissima di presentarvi il risotto alle bietole, ed il mio entusiasmo è dovuto al fatto che Gu lo ha adorato (ancora stento a crederci). Dovete sapere che il suo piatto preferito è la pasta col pesto di spinaci, ma a me gli spinaci fanno male e volevo provare a fargli assaggiare un risotto che non fosse “in bianco”. Così gli ho detto che le bietole sono sorelle degli spinaci (piccola bugia innocente) e le ho usate per condire il risotto. Successo incredibile, ha addirittura chiesto un pezzo di pane per fare scarpetta alla fine. Ho quasi pianto per la commozione.

Per fare in modo che non mi lanciasse il piatto ho frullato le bietole, ma se i vostri commensali non sono schizzinosi come mio figlio potrete semplicemente tagliarle grossolanamente. Per aggiungere cremosità ho utilizzato la robiola, ma andrà benissimo qualsiasi formaggio morbido, se proprio volete esagerare potete usare le panna. Potete anche aggiungere della salsiccia o dello speck, io ho preferito mantenere questo piatto vegetariano, ma la carne ci starà sicuramente benissimo. Insomma provate il risotto alle bietole, fatelo assaggiare ai piccoli umani e fatemi sapere come va a finire, perchè se è piaciuto a Gu piacerà sicuramente a tutti.

Risotto alle bietole
Ingredienti per 4 persone:
  • 320 gr di riso
  • 50 gr di robiola
  • 3 cubetti di bietole surgelate
  • 1/2 cipolla
  • brodo vegetale
  • vino bianco
  • parmigiano grattugiato
  • sale
Preparazione

Cucinate le bietole in un pentolino con poco olio, quando saranno cotte frullatele col frullatore ad immersione.

Tritate finemente la cipolla e fatela soffriggere in una padella con un filo d’olio, poi aggiungete il riso e lasciatelo tostare per un paio di minuti. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e fate evaporare. Aggiungete le bietole frullate e coprite con brodo bollente.

Portate a cottura mescolando spesso ed unendo brodo quando necessario. Quando mancano un paio di minuti aggiungete la robiola, fatela sciogliere bene e regolate di sale. Spegnete il fuoco, unite 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato, mescolate e servite ben caldo.

Buon successo assicurato!

Risotto alle bietole

Zucchine ripiene

Non c’è niente di meglio dei piatti unici: ci infilate dentro verdura, carne e carboidrati et voilà, il pasto è servito. Le zucchine ripiene sono un grande classico, le potete farcire con carne o pesce e sono sempre una garazia. Normalmente la prima cosa da fare è lessare brevemente le zucchine, ma in questa versione si salta questo passaggio e si passa subito a riempirle. A differenza del solito restano quindi un po’ più solide, quasi croccanti, il che è ottimo se come me odiate le verdure spappolate. Aggiungo anche che, una volta cotte, le potete tranquillamente surgelare, così da averle sempre pronte all’uso. Le zucchine ripiene sono un piatto che di solito viene apprezzato molto anche dai bambini, al massimo mangiano solo il ripieno (io facevo così), per cui vi consiglio di farle provare ai vostri figli/nipoti/parentiinminiatura.

Ah un’ultima cosa: con le dosi che vi ho indicato a me è avanzato un pochino di ripieno. Usatelo per fare delle buonissime polpette: vi basterà creare le palline con le mani, passarle nella farina e cuocerle in padella con un filo d’olio.

Zucchine ripiene
Ingredienti per persone:
  • 4 zucchine grandi
  • 300 gr di macinato di manzo
  • 100 gr di ricotta
  • 5 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • 1 panino
  • latte
  • origano
  • olio evo
  • sale e pepe
Preparazione

Lavate le zucchine, togliete le estremità e tagliatele a metà per il lungo. Svuotatele con un cucchiaino e mettete la polpa da parte.

Nella ciotola in cui avrete messo la polpa aggiungete la carne, l’uovo, la ricotta, il formaggio, un po’ di origano ed il panino ammollato nel latte e strizzato. Regolate di sale e di pepe, quindi amalgamate molto bene usando le mani. Farcite le zucchine col composto ottenuto, quindi mettetele in una pirofila leggermente unta e con un filo d’acqua sul fondo. Infornate a 190 gradi per circa 40 minuti. Sfornate e servite.

Buon piatto unico!

Zucchine ripiene

Gnocchi di patate e merluzzo

Per la categoria “ricette sincere” vi presento gli gnocchi di patate e merluzzo (se non sapete di cosa io stia parlando trovate la spiegazione qui). A differenza dell’altra volta però, la persona che non ha gradito per la millesima volta il merluzzo non è un adulto, ma il piccolo Gu. Apprezza questo pesce solo in versione “Bastoncino del famoso Capitano”, ma io non mi arrendo facilmente ed ho provato a proporglielo in questa versione in cui era del tutto invisibile. Niente, esperimento fallito. Conati di vomito e lacrime. Ad essere sinceri però devo dire che gli gnocchi di patate e merluzzo sono stati decisamente apprezzati dagli adulti, per cui mi sento di consigliarveli perchè sono un modo diverso e gustoso per preparare il pesce. Ah ed è una ricetta super sana: niente grassi e pochissimi ingredienti. Penso anche che piaceranno a qualsiasi bambino che non sia il mio, perchè in pratica sembra di mangiare dei normalissimi gnocchi al sugo. Un altro vantaggio è che potete congelare (da crudi) quelli che non pensate di consumare, in modo da avere sempre un pasto pronto. Insomma, secondo me sono un piatto vincente, a meno che non abbiate un piccolo Gu tra gli ospiti, in quel caso preparatevi ad una catastrofe.

Gnocchi di patate e merluzzo
Ingredienti per 2 persone:
  • 290 gr di patate già lessate
  • 220 gr di cuore di merluzzo fresco
  • pangrattato
  • brodo vegetale
  • salsa di pomodoro
  • sale
Preparazione

Cucinate a vapore il merluzzo oppure lessatelo per 10 minuti in acqua bollente. Poi fatelo raffreddare e frullatelo col mixer.

Schiacciate bene le patate con una forchetta, unitevi il merluzzo, salate e mescolate bene, se vi sembra troppo morbido aggiungete un po’ di pangrattato. Formate tante palline con le mani, passetele nel pangrattato, poi tuffatele nel brodo vegetale bollente. Fatele cuocere 1 minuto, poi scolatele con una schiumarola, mettetele nei piatti e condite con sugo di pomodoro caldo. Servite subito.

Buoni gnocchi originali!

Gnocchi di patate e merluzzo
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Biscotti integrali ai mirtilli rossi

Nel disperato tentativo di mangiare più sano, ho deciso di coinvolgere anche Gu nella preparazione dei pasti e devo dire che questa pratica sta portando i suoi frutti. Abbiamo fatto insieme i biscotti integrali con mirtilli rossi e, oltre ad essersi divertito moltissimo, poi ha detto che erano “veramente deliziosi mamma”. Cosa che mi ha stupito perchè sì, sono buoni, ma hanno una consistenza ed un sapore totalmente diverso rispetto ai super biscotti confezionati. Ho provato ad utilizzare la stessa tecnica coi broccoli, ma non ha avuto lo stesso risultato, per cui significa che questi biscotti sono davvero gustosi! E lo sono anche se non contengono nemmeno un briciolino di grassi animali, parliamo infatti di una ricetta completamente vegana. Se volete fare i golosoni potete sostituire i mirtilli rossi con delle gocce di cioccolato, ma vi garantisco che anche così non sono niente male. Una volta pronti e raffreddati li potete conservare per diversi giorni in una scatola di latta.

Biscotti integrali ai mirtilli  rossi
Ingredienti per circa 30 biscotti:
  • 250 gr di farina di farro integrale
  • 150 gr di latte di riso (o di mandorla)
  • 70 gr di miele
  • 30 gr di olio di semi
  • 30 gr di mirtilli rossi essicati
  • 1 bustina di vanillina (usate 1 bacca di vaniglia se la avete, io non l’ho trovata al supermercato)
  • 1 pizzico di sale
Preparazione

Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola tranne il latte, mescolateli bene fino ad ottenere un composto sabbioso. Iniziate ad aggiungere un po’ alla volta il latte, fino ad ottenere un impasto omogeneo (se necessario non usate tutto il latte). Stendete la frolla tra due fogli di carta da forno con uno spessore di mezzo centimetro, poi mettetela in frigorifero per 30 minuti.

Tiratela fuori, ricavate i biscotti e disponeteli su una placca rivestita di carta da forno. Infornate a 180 gradi per 20 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e gustate insieme ad una buona tisana.

Buoni biscotti integrali ai mirtilli rossi!

Biscotti integrali ai mirtilli rossi
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Polpette al latte

Forse avrete capito che il piccolo Gu ha i gusti difficili, e non sto parlando solo di riuscire a fargli ingerire qualsiasi di tipo di verdura, ma anche con la carne la faccenda è complicata. Uno dei pochi modi per convincerlo a mangiarla è quello di fare polpette, ma non è che gli possa preparare ogni giorno le polpette al sugo, per cui sto cercando di inventarmi tutte le varianti possibili. In questo caso ho optato per delle polpette al latte che, nonostante inizialmente siano state guardate con molto sospetto, poi sono state molto apprezzate. Le potete accompagnare con quello che preferite, io mi sono buttata sulla polenta per stare sul sicuro.

La preparazione è molto semplice e vi consiglio di prepararne molte in modo da congelare quelle in eccesso ed averne sempre di pronte per i momenti di necessità. Se i vostri piccoli uomini sono meno capricciosi del mio potete anche osare ed aggiungere qualche verdurina all’impasto, io non me la sono sentita di rischiare.

Polpette al latte
Ingredienti per 28 polpette:
  • 500 gr di carne macinata (metà suino e metà manzo)
  • 500 ml di latte
  • 250 gr di patate già lessate
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • farina
  • olio evo
  • sale
  • pepe
Preparazione

Schiacciate bene le patate e mettetele in una ciotola. Unite la carne, il parmigiano, le uova, una spolverata di prezzemolo tritato, sale e pepe. Amalgamate bene il composto e lasciatelo riposare per un’ora in frigorifero. Tirate fuori l’impasto, con le mani create le vostre polpette, quindi passatele nella farina.

Versate un filo d’olio in una padella, fate scaldare e mettetevi le polpette, rigirandole in modo che si rosolino bene da tutti i lati. Aggiungete il latte, abbassate la fiamma e fate cucinare per 15 minuti, regolando di sale e pepe se necessario. Quando si sarà formata una salsina densa e le polpette saranno cotte spegnete il fuoco e servite.

Buone polpette al latte!

Polpette al latte
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Crema di lattuga e patate

Ci siamo ragazzi, è ufficialmente giunto il momento di rimettersi in forma. Non sono mai stata un’agguerrita sostenitrice della dieta sana e bilanciata, conoscete tutti la mia passione per il burro, ma quando è troppo è troppo. Mi si è formato un sofficiosissimo salvaganete naturale, 100% biologico, perfetto per restare a galla in estate, ma decisamente poco adatto all’immagine riflessa nello specchio. Per cui eccomi qua, alla disperata ricerca di ricette sane e leggere ma che abbiano gusto e sapore, che mi facciano addirittura venire voglia di fare il bis. La crema di lattuga e patate rientra a sopresa in questa categoria. Mi sono sempre piaciute le creme di verdure, ma non pensavo che quella a base di insalata sarebbe stata un granchè, per fortuna mi sbagliavo. La prepararazione è veramente semplicissima, se volete dare ancora più sapore potete aggiungere un po’ di parmigiano grattugiato, ma io ho preferito mantenere questo piatto totalmente vegano. Devo dire che non ho sentito la mancanza del formaggio, mi sono limitata ad aggiungere qualche crostino di pane. In questa versione ho utilizzato il latte di riso, ma vi assicuro che il risultato è da leccarsi i baffi anche senza.

Crema di lattuga e patate
Ingredienti per 4 persone:
  • 1 cespo di lattuga
  • 300 gr di patate
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 ml di latte di riso
  • 1/2 litro di brodo vegetale
  • erba cipollina
  • olio evo
  • sale
Preparazione

Lavate l’insalata, pulitela e tagliatela a pezzetti. Pelate le patate e tagliatele a cubetti.

Fate soffriggere la cipolla pulita e tritata in una padella con 3 cucchiai di olio e l’aglio spellato. Quando sarà dorata eliminate l’aglio ed aggiungete le patate, lasciandole insaporire per un paio di minuti. Unite poi la lattuga, salate, e coprite col brodo caldo.

Cucinate a fuoco moderato col coperchio per 20-30 minuti. A cottura ultimata aggiungete il latte, poi riducete in crema usando il frullatore ad immersione. Servite con una spolverata di erba cipolinna tritata e qualche crostino di pane.

Buona crema di lattuga e patate!

Crema di lattuga e patate
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Bonet

Per l’ultimo dell’anno aveva deciso di non rinunciare al dolce, ma non avevo nessuna intenzione di passare tutto il pomeriggio in cucina, per cui ho provato a fare il Bonet. Tipico dessert piemontese, pare che il suo nome derivi dal francese bonnet, che significa cappello. Ritengo che questa ricostruzione storica sia sbagliata e che il suo nome derivi da bbbbono, perchè altrimenti non si spiega. Parliamo di un budino al cioccolato e amaretti, una roba assurda in quanto a bontà; Gu è impazzito di gioia e la mia persona preferita ha cercato di rubare quella minuscola porzione che era avanzata. Vi dico solo che qua siamo due adulti ed un piccolo matto di quasi 4 anni ed il bonet è durato esattamente 24 ore, non un minuto di più. Se a questo aggiungiamo il fatto che la preparazione è semplicissima e soprattutto super veloce, non so che dirvi di più. Fatelo e vi assicuro che non ve ne pentirete.

Bonet
Ingredienti:
  • 1/2 litro di latte
  • 170 gr di zucchero
  • 50 gr di amaretti
  • 50 gr di cacao amaro in polvere
  • 4 uova
Preparazione

Mettete in un pentoino 100 gr di zucchero con un goccio d’acqua ed accendete il fuoco, Quando inizierà a caramellizzarsi versatelo in uno stampo da budino da 1 litro.

Mettete in una ciotola lo zucchero rimasto e le uova, quindi amalgamate bene con una frusta. Vi consiglio di non usare le fruste elettriche, altrimenti il composto incorporerà troppa aria, meglio usare quella manuale. Aggiungete gli amaretti sbriciolati bene ed il cacao. Infine unite il latte a filo, senza smettere di mescolare. Versate il composto nello stampo e cucinate a bagno maria in forno statico preriscaldato a 170 gradi per 1 ora. Sfornate e lasciate raffreddare per almeno 2 ore, poi capovolgetelo su un piatto da portata e servite.

Buon bonet!

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Lenticchie in umido

Oggi si conclude finalmente questo pazzo anno, che ha cambiato le nostre vite, il nostro modo di pensare e le nostre abitudini. Abbiamo vissuto cose che non avremmo mai pensato di vivere e direi che siamo tutti d’accordo nel dire che è stata una grandissima schifezza. L’unico augurio da farsi è che il 2021 vada meglio, ma qua ormai siamo pronti a tutto, perchè la speranza è l’ultima a morire, ma al peggio non c’è mai fine (così, giusto per buttare là un paio di modi di dire). Per cui, se già normalmente mangiamo le lenticchie come segno di buon auspicio per l’anno che verrà, stasera vediamo di ingurgitarne una vagonata. La ricetta delle lenticchie in umido che vi sto per illustrare è quella storica di casa, precisamente della nonna Giorgia, e pare che a nessuno vengano come a lei. Si tratta di un piatto che potete tranquillamente preparare con largo anticipo, congelare, e tirare fuori dal freezer al momento del bisogno. Se farete così vi consiglio solo di tenere un po’ indietro la cottura delle lenticchie in umido, altrimenti potrebbero spappolarsi quando le riscalderete.

Lenticchie in umido
Ingredienti per 4 persone:
  • 250 gr di lenticchie
  • 250 ml di salsa di pomodoro
  • 4 fette di prosciutto crudo tagliato a pezzetti
  • 1/2 cipolla
  • rosmarino
  • olio evo
  • sale
  • pepe
Preparazione

Tritate finemente la cipolla e fatela soffriggere insieme al prosciutto crudo in una padella con un filo d’olio. Aggiungete le lenticchie, qualche ago di rosmarino, la salsa di pomodoro ed un po’ di acqua. Quando inizierà a sobbollire salate e pepate, quindi lasciate cuocere a fuoco dolce mescolando di tanto in tanto fino a completa cottura delle lenticchie (almeno mezz’ora ma anche di più). Se vedete che si asciugano troppo aggiungete qualche mestolo di acqua calda durante la cottura. Servite calde.

Buon anno a tutti!

Lenticchie in umido
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Cavolfiori gratinati al curry

Ognuno di noi ha degli ingredienti che proprio non apprezza, che non riesce a mandare giù, che preferibbe restare a digiuno piuttosto che essere costretto a mangiarli. Ecco, per me i cavolfiori fanno parte di questa categoria. E perchè ho deciso di cucinarli? Perchè fanno bene, e ci deve essere un modo che me li faccia apprezzare. In realtà uno c’è, ma parliamo di crocchette di cavolfiore fritte, quindi non vale, fritta è buona anche una ciabatta (citazione con autore ignoto). Per cui mi sono cimentata nella preparazione dei cavolfiori gratinati al curry, che quando ho letto il titolo del piatto mi facevano quasi voglia, probabilmente perchè ho pensato che il curry avrebbe coperto il sapore dell’odiato vegetale. Ma niente, mi sbagliavo, non c’è curry che tenga. Una disfatta totale, anche perchè oggetto del test era anche la mia persona preferita, con la quale condivido l’astio verso il cavolfiore. Nada. Lui è riuscito a mangiarne un paio di pezzi solo dopo averli cosparsi con una dose di tabasco capace di rendere insensibile la lingua di qualsiasi divoratore di peperoncino. A questo punto vi starete chiedendo cosa mi abbia spinto a pubblicare la ricetta dei cavolfiori gratinati al curry.

Suspence.

Rullo di tamburi.

Nasce così la nuova rubrica “Ricette sincere”, corredata dall’omonimo hashtag se usate Instagram, che racchiuderà tutti i piatti che contengono ingredienti da me sempre odiati, nel tentativo di farmi cambiare idea in merito. Ovviamente le ricette che faranno parte di questa rubrica avranno in comune il fatto che il tentativo di riabilitazione dell’alimento sarà irrimediabilmenmte fallito. Attenzione, non parliamo di errori di cottura o di dosi, ma proprio del fatto che quell’alimento per me resti immangiabile, ma per mio soggettivissimo gusto. Ritengo infatti che i cavolfiori gratinati al curry piacerebbero moltissimo agli amanti di questa verdura, ma per scoprirlo ho bisogno di voi, per cui se proverete i piatti della categoria #ricettesincere fatemi sapere cosa ne pensate.

Cavolfiori gratinati al curry
Ingredienti per 4 persone:
  • 1 cavolfiore
  • 4 cucchiai di succo di limone
  • 3 cucchiai di pangrattato
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di curry
Preparazione

Aiutandovi col frullatore ad immersione create un’emulsione con l’olio, il succo di limone, lo zucchero di canna, il sale ed il curry. Versatela sul cavolfiore pulito e tagliato in cimette e lasciate marinare per 20 minuti.

Scolate, mettetelo in una pirofila e copritelo col pangrattato ed il parmigiano grattugiato, quindi infornate a 170 gradi per 30/40 minuti, terminando la cottura col grill per formare una bella crosticina. Servite caldo.

Buon cavolfiore!

Cavolfiori gratinati al curry
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